Orecchie tappate dopo i tuffi nei bambini: come prevenire e rimuovere il cerume al mare

Orecchie tappate dopo i tuffi nei bambini: come prevenire e rimuovere il cerume al mare

Dopo una giornata tra tuffi, immersioni e giochi in acqua, può capitare che un bambino dica di avere l’orecchio chiuso, di sentire ovattato o di percepire una sensazione di pressione. Le orecchie tappate dopo i tuffi nei bambini non indicano necessariamente un’infezione: spesso il problema è semplicemente l’acqua rimasta nel condotto uditivo oppure un accumulo di cerume che, entrando a contatto con l’acqua, si gonfia e ostacola temporaneamente il passaggio dei suoni.

Il punto è capire che cosa sta provocando il fastidio. Un orecchio pieno ma non dolorante può avere un’origine molto diversa da un orecchio che fa male quando viene toccato, prude o presenta secrezioni. In estate, inoltre, l’umidità persistente nel condotto può favorire la cosiddetta otite del nuotatore, cioè l’otite esterna.

Orecchie tappate tuffi bambini: perché succede dopo il bagno

Il cerume non è un semplice residuo da eliminare. È una sostanza naturale che protegge la pelle del condotto uditivo, la mantiene lubrificata e contribuisce a ostacolare sporco e microrganismi. In condizioni normali, viene progressivamente spinto verso l’esterno senza bisogno di interventi.

Il problema può comparire quando il cerume è già presente in quantità elevata. L’acqua penetra nel condotto, raggiunge il materiale ceruminoso e può farlo aumentare di volume, trasformando un accumulo parziale in un vero tappo. Il bambino può quindi sentire meno da quell’orecchio, avere la sensazione di pienezza o riferire che la propria voce risuona diversamente.

Anche i continui tentativi di pulizia possono peggiorare la situazione. Il cotton fioc, infatti, tende a spingere il cerume verso l’interno invece di portarlo fuori e può graffiare la delicata pelle del condotto. Le lesioni provocate dalla pulizia sono inoltre un fattore che può facilitare l’otite esterna.

L’acqua può gonfiare un accumulo di cerume e rendere più evidente la sensazione di orecchio tappato dopo i tuffi

Cerume nei bambini: quando lasciarlo stare

La prima regola è anche quella più controintuitiva: non tutto il cerume deve essere rimosso. Se non provoca una vera ostruzione, dolore o problemi di udito, generalmente non è necessario intervenire.

Nei bambini piccoli è particolarmente importante evitare il fai-da-te. Le indicazioni pediatriche raccomandano cautela nella rimozione del cerume nei bambini sotto i 6 anni e suggeriscono di ricorrere al medico quando esiste un problema significativo. La situazione cambia anche in presenza di tubicini di drenaggio, perforazione del timpano, precedenti interventi all’orecchio o dolore. In questi casi non bisogna introdurre gocce o effettuare lavaggi senza indicazione medica.

Se il cerume è visibile soltanto all’ingresso dell’orecchio, si può pulire delicatamente la parte esterna con un panno morbido, senza cercare di raggiungere il condotto. L’orecchio, infatti, possiede un proprio meccanismo di autopulizia.

Il cerume protegge il condotto uditivo e non deve essere eliminato sistematicamente se non provoca un’ostruzione

Come togliere il cerume dopo i tuffi senza fare danni

Quando il bambino ha un semplice tappo di cerume, senza dolore, secrezioni o altri sintomi sospetti, il pediatra può indicare prodotti specifici per ammorbidire il cerume prima della sua rimozione. Alcune indicazioni sanitarie prevedono l’impiego di preparati emollienti, di gocce specifiche o spray, mentre il lavaggio dell’orecchio deve essere valutato in base all’età e alla situazione del timpano.

Non è invece una buona idea improvvisare con strumenti, pinzette, forcine, bastoncini o altri oggetti. Oltre a spingere il cerume più in profondità, si rischiano abrasioni, sanguinamenti e, nei casi peggiori, lesioni del timpano.

Anche i cosiddetti coni o candele auricolari non rappresentano una soluzione sicura o scientificamente dimostrata per eliminare il cerume. Se il bambino sente poco, il tappo è completo o il problema non si risolve, la rimozione può essere effettuata dal medico con strumenti adeguati e sotto controllo del condotto e del timpano.

La rimozione del cerume nei bambini deve essere delicata e, quando il tappo è importante, affidata al pediatra o allo specialista

Acqua nell’orecchio: come farla uscire dopo il bagno

Quando la sensazione di orecchio tappato compare immediatamente dopo un tuffo e non ci sono dolore, febbre o secrezioni, può trattarsi semplicemente di acqua rimasta nel condotto. In questo caso è sufficiente favorirne delicatamente la fuoriuscita.

Il bambino può inclinare la testa dal lato dell’orecchio interessato e lasciar defluire l’acqua senza inserire nulla nel condotto. Anche asciugare con attenzione la parte esterna dell’orecchio dopo il bagno è una semplice misura preventiva. Nei bambini predisposti all’otite del nuotatore, è maggiormente importante aiutare l’acqua a uscire dopo il bagno e di asciugare l’orecchio, evitando i cotton fioc.

In alcuni casi può essere utilizzato un asciugacapelli impostato sulla modalità più delicata e a distanza di sicurezza, senza dirigere aria molto calda direttamente nell’orecchio. L’obiettivo è ridurre l’umidità, non riscaldare il condotto.

Spray all’acido borico: possono prevenire l’otite?

Tra i prodotti disponibili in farmacia esistono spray e gocce auricolari contenenti acido borico, talvolta associato ad alcol o ad altre sostanze, utilizzati per l’igiene del condotto e, in alcune formulazioni, per ridurre l’umidità e creare un ambiente meno favorevole alla proliferazione microbica. Alcune fonti specialistiche citano soluzioni acidificanti, comprese quelle contenenti acido borico, tra le strategie utilizzate per la prevenzione dell’otite esterna nei soggetti predisposti dopo il nuoto.

È però importante non creare confusione tra otite esterna e otite media. L’acido borico non va presentato come uno spray che previene l’otite media: quest’ultima interessa l’orecchio medio ed è generalmente associata a infezioni respiratorie, disfunzione della tuba di Eustachio e accumulo di liquido dietro il timpano, non semplicemente all’acqua entrata nel condotto durante un tuffo.

Gli spray auricolari all’acido borico, quindi, possono avere un ruolo nell’igiene e nella prevenzione dell’otite esterna legata all’umidità in determinate circostanze, ad esempio durante una vacanza al mare, ma non devono essere utilizzati automaticamente su ogni bambino dopo ogni bagno. Prima di applicare qualsiasi prodotto è necessario verificare le indicazioni specifiche e, soprattutto, escludere una perforazione del timpano, la presenza di tubicini o precedenti problemi dell’orecchio.

Gli spray all’acido borico possono essere utilizzati in alcuni casi per la prevenzione dell’otite esterna, ma non sono una prevenzione generica dell’otite media e vanno usati sotto consiglio medico

Come prevenire le orecchie tappate durante l’estate

La prevenzione parte molto prima che il bambino esca dall’acqua. Se tende a produrre molto cerume, è preferibile far controllare periodicamente le orecchie dal pediatra anziché procedere con pulizie frequenti. Eliminare continuamente il cerume può infatti privare il condotto di una delle sue naturali barriere protettive e aumentare il rischio di irritazione.

Per i bambini che soffrono ripetutamente di otite esterna, può essere utile discutere con il pediatra o con l’otorino l’opportunità di utilizzare tappi auricolari adatti al nuoto, purché ben conformati e non traumatici. Anche il mantenimento del condotto asciutto dopo ogni bagno rappresenta una delle strategie più semplici. Le linee guida sull’otite esterna sottolineano proprio l’importanza di limitare l’accumulo di acqua e umidità e di evitare traumi della pelle del condotto.

Se il bambino trascorre molte ore in acqua, inoltre, è sensato evitare che la permanenza prolungata favorisca una continua macerazione della pelle del condotto, soprattutto se ha già avuto episodi di otite del nuotatore.

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