La congiuntivite da piscina è uno dei disturbi oculari più frequenti durante la stagione estiva. Dopo una giornata trascorsa in acqua può capitare di avvertire occhi arrossati, bruciore, lacrimazione e una fastidiosa sensazione di corpo estraneo. Sebbene il cloro venga spesso indicato come il principale responsabile, la realtà è più complessa.
Le irritazioni oculari associate al nuoto possono dipendere da fattori chimici, dalla qualità dell’acqua e, in alcuni casi, dalla presenza di microrganismi responsabili di vere infezioni oculari. Comprendere le cause della congiuntivite legata alla piscina è fondamentale per prevenire il problema e intervenire rapidamente quando compaiono i primi sintomi.
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Congiuntivite da piscina: che cos’è e perché compare
La congiuntivite da piscina è un’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana che riveste la parte interna delle palpebre e la superficie anteriore dell’occhio. Questa condizione può manifestarsi dopo l’esposizione prolungata all’acqua delle piscine, soprattutto quando gli occhi entrano frequentemente in contatto con sostanze irritanti o agenti infettivi.
Molte persone attribuiscono automaticamente il problema al cloro, ma diversi studi e osservazioni cliniche mostrano che l’irritazione è spesso provocata dalle cosiddette clorammine, sostanze che si formano quando il cloro reagisce con sudore, residui organici, cosmetici e altre impurità presenti nell’acqua. Sono proprio queste sostanze a causare il caratteristico odore “di piscina” e gran parte delle irritazioni oculari lamentate dai nuotatori.
Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dall’alterazione del film lacrimale, la naturale barriera protettiva dell’occhio. Quando questa protezione si riduce, la superficie oculare diventa più vulnerabile all’infiammazione e all’azione di eventuali microrganismi presenti nell’acqua.

Sintomi da non sottovalutare dopo una nuotata
I sintomi possono comparire già durante il bagno oppure nelle ore successive. Nella maggior parte dei casi si manifestano con un’intensità lieve o moderata, ma non vanno ignorati.
Tra i segnali più comuni si osservano arrossamento degli occhi, lacrimazione abbondante, prurito, bruciore e sensazione di sabbia sotto le palpebre. Alcune persone riferiscono anche una maggiore sensibilità alla luce e una lieve visione offuscata temporanea.
Quando l’origine è prevalentemente irritativa, i sintomi tendono a coinvolgere entrambi gli occhi e migliorano nel giro di poche ore o giorni. Se invece si sviluppa un’infezione batterica o virale, possono comparire secrezioni più abbondanti, gonfiore delle palpebre e una sintomatologia più persistente.
È consigliabile rivolgersi a un medico o a un oculista se il dolore diventa intenso, se la vista peggiora o se l’arrossamento non si riduce dopo alcuni giorni.

Il cloro in piscina può causare congiuntivite?
Talvolta il cloro è responsabile della congiuntivite da piscina, ma sono necessarie alcune precisazioni. Il cloro è essenziale per mantenere l’acqua sicura e limitare la proliferazione di batteri e virus. Tuttavia, l’esposizione prolungata può irritare la superficie oculare e favorire la comparsa di una forma di congiuntivite chimica, spesso chiamata anche “occhio del nuotatore”.
Secondo gli esperti, il problema non dipende sempre dal cloro libero presente nell’acqua. Molto spesso le irritazioni oculari sono provocate dalle clorammine, che si sviluppano quando il disinfettante reagisce con sostanze organiche introdotte dai bagnanti. Questi composti possono irritare sia gli occhi sia le vie respiratorie, soprattutto nelle piscine coperte e poco ventilate.
Anche il pH dell’acqua svolge un ruolo importante. Se i valori non sono correttamente bilanciati, la probabilità di sviluppare arrossamenti e fastidi oculari aumenta sensibilmente.

Quali infezioni si prendono in piscina?
Le piscine correttamente mantenute rappresentano ambienti generalmente sicuri, ma nessun sistema di disinfezione elimina completamente ogni rischio. Alcuni virus, batteri e altri microrganismi possono infatti sopravvivere abbastanza a lungo da provocare infezioni oculari.
Tra le infezioni più note vi sono le congiuntiviti virali, in particolare quelle associate agli adenovirus, che possono diffondersi anche attraverso l’acqua contaminata. In alcuni casi possono verificarsi infezioni batteriche causate da microrganismi come Staphylococcus o Streptococcus.
Un rischio particolare riguarda chi utilizza lenti a contatto durante il nuoto. Le lenti possono trattenere acqua e microrganismi a contatto con la superficie oculare, aumentando la probabilità di infezioni e irritazioni. Per questo motivo gli specialisti consigliano di evitarne l’uso in piscina oppure di proteggere gli occhi con occhialini adeguati.

Come far passare il bruciore agli occhi da cloro?
Quando il fastidio è dovuto all’irritazione provocata dall’acqua della piscina, il primo intervento consiste nel risciacquare accuratamente gli occhi con acqua pulita o soluzione fisiologica sterile. Questo aiuta a eliminare i residui irritanti presenti sulla superficie oculare.
Possono essere utili anche lacrime artificiali lubrificanti prive di conservanti, che contribuiscono a ripristinare il film lacrimale alterato dall’esposizione al cloro. In presenza di arrossamento e gonfiore, l’applicazione di impacchi freddi può offrire un rapido sollievo.
È importante evitare di strofinare gli occhi, perché questo gesto può aggravare l’infiammazione e favorire l’ingresso di eventuali germi. Inoltre, è assolutamente da evitare l’uso di colliri antibiotici o antistaminici senza prescrizione medica.

Come far passare la congiuntivite in fretta?
La velocità di guarigione dipende dalla causa del problema. Se si tratta di una semplice irritazione da cloro o da clorammine, il disturbo tende a risolversi spontaneamente entro breve tempo una volta eliminata l’esposizione all’agente irritante.
Quando invece la congiuntivite è provocata da batteri o virus, possono essere necessari trattamenti specifici prescritti dal medico. Gli antibiotici sono utili soltanto nelle forme batteriche, mentre le infezioni virali richiedono generalmente una gestione sintomatica e tempi di recupero più lunghi.
Per favorire una guarigione rapida è opportuno sospendere temporaneamente le attività in piscina, evitare l’uso delle lenti a contatto e mantenere una rigorosa igiene delle mani.

Come proteggere gli occhi durante il nuoto
La prevenzione rimane la strategia più efficace. L’utilizzo di occhialini da nuoto di buona qualità rappresenta la misura più semplice per ridurre il contatto diretto tra occhi e acqua della piscina.
Anche fare una doccia prima di entrare in acqua contribuisce a limitare la formazione di clorammine, riducendo la quantità di sostanze organiche che reagiscono con il cloro. Si tratta di un gesto semplice ma importante per la salute collettiva e individuale.
Infine, chi soffre frequentemente di congiuntivite da piscina dovrebbe prestare particolare attenzione alle condizioni dell’impianto, preferendo strutture ben mantenute e adeguatamente ventilate.