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Scoliosi nei bambini: i segnali posturali da osservare all’inizio della scuola

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Con il ritorno a scuola, tra zaini da preparare, divise da sistemare e controlli di routine, può essere utile dedicare qualche minuto anche alla postura del bambino. Non perché una posizione curva alla scrivania o il modo di portare lo zaino siano automaticamente indice di un problema alla colonna, ma perché alcune asimmetrie possono diventare più evidenti proprio quando il bambino ricomincia a vestirsi ogni giorno, muoversi, correre e stare seduto per molte ore.

Parlare di scoliosi bambini sintomi significa soprattutto imparare a riconoscere alcuni segnali visibili, senza trasformare ogni atteggiamento posturale in una diagnosi. La scoliosi, infatti, è una deformità tridimensionale della colonna vertebrale che può comparire durante la crescita e, nelle forme più frequenti, viene individuata soprattutto tra i 10 e i 15 anni.

L’inizio dell’anno scolastico può quindi rappresentare un buon momento per osservare il bambino con attenzione, soprattutto se sta attraversando una fase di crescita rapida.

Scoliosi bambini sintomi: quali asimmetrie osservare

Il primo elemento da tenere presente è la simmetria del corpo. Guardando il bambino in piedi, rilassato e possibilmente con pochi vestiti addosso, alcune differenze tra il lato destro e quello sinistro possono attirare l’attenzione.

Una spalla può apparire più alta dell’altra, una scapola può essere più sporgente, mentre il bacino può sembrare inclinato o un’anca più prominente. Anche la distanza tra il braccio e il fianco può risultare diversa sui due lati. Sono proprio queste variazioni dell’assetto corporeo a rientrare tra i principali segnali osservabili in caso di scoliosi.

Un altro dettaglio da non trascurare riguarda la vita: una piega cutanea o una rientranza possono apparire più marcate da un lato rispetto all’altro. Anche il modo in cui il capo si posiziona rispetto al bacino può risultare asimmetrico.

Le asimmetrie tra spalle, scapole, vita e bacino sono tra i principali segnali posturali da osservare

Il test di flessione in avanti può far emergere una curva

C’è un’osservazione che gli specialisti utilizzano frequentemente nello screening della scoliosi: il test di Adams, che consiste nel chiedere al bambino di piegarsi in avanti con le gambe dritte e il tronco rivolto verso il basso.

In questa posizione una rotazione della colonna può diventare più evidente e una parte della schiena o delle coste può apparire più alta dell’altra. È il cosiddetto gibbo costale, uno dei segni che possono indirizzare verso una valutazione specialistica. La Scoliosis Research Society considera il test di flessione in avanti uno degli strumenti più utilizzati nello screening.

Anche in questo caso, però, non bisogna interpretare il risultato come una diagnosi fatta a casa. Se durante la flessione emerge una marcata asimmetria, è più utile segnalarla al pediatra piuttosto che ripetere continuamente il test o cercare di correggere manualmente la postura.

Durante la flessione in avanti può diventare più evidente un’eventuale asimmetria del dorso o delle coste

Zaino, banco e postura: cosa c’entra davvero con la scoliosi

Con l’inizio della scuola torna puntuale anche la preoccupazione per lo zaino pesante. Il bambino può effettivamente assumere una posizione scomoda quando trasporta un carico eccessivo, ma questo non significa che lo zaino sia la causa della scoliosi.

La Scoliosis Research Society chiarisce che la scoliosi non deriva dal trasporto di oggetti pesanti, dalle attività sportive, dalle posture scorrette durante il sonno o in piedi e neppure dalla mancanza di calcio.

Questo non significa che ergonomia e movimento siano irrilevanti. Uno zaino ben regolato, un carico adeguato all’età e una postazione corretta possono rendere più confortevole la giornata scolastica e limitare sovraccarichi muscolari. Ma non bisogna confondere cattiva postura temporanea e scoliosi.

Un bambino che si accascia sul banco dopo diverse ore di lezione non sta necessariamente mostrando un problema della colonna. Al contrario, un’asimmetria che rimane evidente anche quando è rilassato merita maggiore attenzione.

Uno zaino pesante può influenzare il comfort e l’atteggiamento posturale, ma non è considerato una causa della scoliosi

Dolore alla schiena: non è il segnale più tipico

Un errore frequente è aspettare che il bambino riferisca mal di schiena prima di preoccuparsi. Nella scoliosi, soprattutto nelle forme idiopatiche dell’età evolutiva, il dolore spesso non è presente. Per questo una curva può svilupparsi senza che il bambino lamenti alcun disturbo.

Questo aspetto rende ancora più importante l’osservazione dell’assetto corporeo durante la crescita. Al tempo stesso, un dolore persistente non va automaticamente attribuito alla scoliosi: negli adolescenti il mal di schiena può avere numerose altre cause.

È invece opportuno parlarne con il pediatra quando il dolore è intenso o persistente, compare di notte, limita le normali attività oppure si associa ad altri segnali, come debolezza o alterazioni della deambulazione. In questi casi la valutazione medica serve a escludere anche condizioni diverse dalla scoliosi.

La scoliosi può essere asintomatica, quindi l’assenza di dolore non esclude la presenza di una curva

Quando è il momento di parlarne con il pediatra

Una spalla più alta osservata una sola volta non deve creare allarme. I bambini cambiano continuamente posizione e alcune asimmetrie possono dipendere dal modo di stare in piedi, da una rotazione del bacino o da altri fattori.

Il discorso cambia quando una differenza appare persistente e facilmente riconoscibile, soprattutto se interessa più elementi contemporaneamente: per esempio una spalla più alta, una scapola prominente e una vita asimmetrica. Anche un evidente disallineamento del tronco o la comparsa di una prominenza delle coste durante la flessione in avanti meritano un confronto con il pediatra.

Particolare attenzione va riservata ai bambini che stanno entrando nella fase di crescita più rapida. La scoliosi idiopatica adolescenziale viene infatti individuata soprattutto durante lo scatto di crescita, quando una curva può diventare più evidente in un periodo relativamente breve.

Se il pediatra ritiene che ci sia un possibile problema, il percorso non consiste necessariamente nell’eseguire subito una radiografia. La valutazione parte dall’esame obiettivo, durante il quale il medico osserva il bambino in diverse posizioni e può valutare la simmetria di spalle, scapole, bacino e tronco.

In alcuni casi può essere utilizzato uno scoliometro, uno strumento che misura la rotazione del tronco durante la flessione in avanti. Quando necessario, la diagnosi e la quantificazione della curva vengono effettuate attraverso radiografie della colonna in posizione eretta, con la misurazione dell’angolo di Cobb.

Non tutte le scoliosi richiedono un trattamento. In molti bambini è sufficiente un monitoraggio nel tempo, mentre la scelta terapeutica dipende dall’età, dal grado della curva, dalla crescita residua e dalla sua eventuale progressione.

Un’asimmetria persistente durante la crescita è un motivo valido per chiedere una valutazione al pediatra

Perché l’inizio della scuola è un buon momento per osservare la crescita

Settembre porta con sé una nuova routine e, indirettamente, molte occasioni per notare cambiamenti che durante l’estate possono essere passati inosservati. Il bambino torna a vestirsi ogni giorno per andare a scuola, riprende sport e attività fisica, trascorre più tempo seduto e viene osservato quotidianamente da genitori e insegnanti.

Non serve controllare la schiena ogni mattina. È molto più utile conoscere i segnali, evitare di correggere continuamente la postura e intervenire se compare un’asimmetria che sembra aumentare o non scompare.

La vera attenzione, quindi, non dovrebbe concentrarsi sulla ricerca ossessiva di una schiena perfettamente dritta, ma sull’eventuale comparsa di cambiamenti persistenti durante la crescita. Riconoscere i possibili scoliosi bambini sintomi permette semplicemente di arrivare prima a un professionista quando esiste un dubbio, lasciando alla valutazione medica il compito di stabilire se si tratta davvero di scoliosi.

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