La carie è il disturbo dentale più diffuso dell’infanzia, un problema che quasi ogni genitore si trova prima o poi ad affrontare e che nei bambini si presenta con cause e caratteristiche in parte diverse rispetto all’adulto. Durante la crescita la bocca di un bambino attraversa fasi differenti: nei primi anni ci sono soltanto i denti da latte, più fragili e delicati, mentre intorno ai sei anni cominciano a spuntare i primi denti permanenti, che per un lungo periodo convivono con quelli decidui. Entrambi possono ammalarsi, e ciascuno richiede attenzione: i denti da latte perché la carie vi avanza in fretta, quelli permanenti perché sono destinati a durare tutta la vita.
Attorno all’argomento circola una convinzione tra le più radicate e insieme tra le più sbagliate, quella secondo cui i denti da latte, essendo destinati a cadere, non meriterebbero grandi cure. È un’idea che può costare caro, perché un dente da latte cariato provoca dolore, favorisce le infezioni e può compromettere la corretta crescita del dente permanente che prenderà il suo posto.
La carie nei bambini si può prevenire in larga misura, ma richiede costanza nelle abitudini quotidiane e il supporto di controlli regolari, che consentono di individuare i problemi quando sono ancora gestibili. Per capire come proteggere i denti dei più piccoli, e cosa fare quando la carie è ormai comparsa, ci siamo rivolti al Dottor Cesare Zancan, che guida come Direttore Sanitario lo studio dentistico Spezzapria Zancan di Thiene (Vicenza), una realtà a conduzione familiare che segue i pazienti di ogni età, dai primissimi controlli dei bambini fino all’età adulta.
Perché i bambini sono più esposti alla carie
I denti dei bambini sono più esposti alla carie rispetto a quelli di un adulto, e la ragione cambia a seconda della fase di crescita. Nei denti da latte il punto debole è strutturale, perché il loro smalto è più sottile e meno mineralizzato, e questo permette all’acido prodotto dai batteri di intaccarlo con facilità e alla carie di avanzare più in fretta di quanto farebbe in un dente adulto.
Con l’arrivo dei primi molari permanenti, intorno ai sei anni, si aggiunge un altro fattore di rischio, perché questi denti spuntano quando il bambino non ha ancora la manualità per pulirli bene, e la loro superficie masticatoria, ricca di solchi profondi, trattiene placca e residui con particolare facilità. Questa combinazione spiega perché i molari dei sei anni figurino tra i denti più colpiti dalla carie in assoluto.
All’origine del disturbo, in entrambi i casi, c’è la placca batterica, la pellicola in cui i batteri trasformano gli zuccheri degli alimenti in acidi che aggrediscono lo smalto. Anche i denti da latte vanno protetti con cura, perché a dispetto della loro natura temporanea svolgono funzioni importanti: servono alla masticazione, accompagnano lo sviluppo del linguaggio e conservano lo spazio per i denti permanenti, indirizzandone l’eruzione. Un dente deciduo perduto troppo presto per colpa della carie può lasciare che gli altri si spostino, complicando la crescita della dentatura definitiva. I denti permanenti, dal canto loro, accompagneranno il bambino per tutta la vita, e una carie trascurata a quell’età lascia conseguenze che la caduta fisiologica non potrà correggere.
Il ruolo dell’alimentazione e degli zuccheri
Il fattore su cui si può incidere di più è l’alimentazione, e in particolare il rapporto dei bambini con gli zuccheri. Un aspetto che il dottor Zancan sottolinea è che conta più la frequenza con cui si assumono che la quantità complessiva, perché ogni contatto con lo zucchero innesca un periodo di acidità che dura alcuni minuti: più volte si mangia qualcosa di dolce nell’arco della giornata, più cicli di aggressione subisce lo smalto. Uno spuntino zuccherato ripetuto di continuo risulta quindi più dannoso della stessa quantità concentrata in un unico momento.
I nemici principali sono le bevande zuccherate e i succhi di frutta bevuti a piccoli sorsi durante il giorno, insieme alle merende dolci frequenti. Nei più piccoli si aggiunge un rischio specifico, la cosiddetta carie da biberon, che interessa i bambini abituati ad addormentarsi con il biberon contenente latte o bevande dolci, perché il liquido zuccherato ristagna a lungo sui dentini durante il sonno. Concentrare i cibi dolci in un unico momento, preferibilmente a fine pasto, ed evitare che il bambino assuma zuccheri in continuazione sono gli accorgimenti che a tavola incidono di più sulla prevenzione.
L’igiene orale fin dai primi anni d’età
La pulizia dei denti va iniziata con la comparsa del primo dentino, senza attendere che la dentatura sia completa. Nei bambini molto piccoli si può ricorrere a un ditale in silicone o a uno spazzolino morbido, per poi passare allo spazzolino da bambino man mano che il piccolo cresce, sempre sotto la supervisione di un adulto, dato che fino ai sei o sette anni non possiede la manualità per pulire i denti a fondo da solo. L’indicazione condivisa è di lavarli due volte al giorno, con attenzione particolare alla sera, prima di dormire.
Un ruolo centrale spetta al fluoro, la sostanza con le maggiori prove di efficacia nel rendere lo smalto più resistente agli acidi. Si utilizza attraverso il dentifricio, in una quantità che varia con l’età, pari a un chicco di riso fino ai tre anni e a un pisello dai tre ai sei. La dose corretta non è un dettaglio, e il dottor Zancan raccomanda di farsi indicare dall’odontoiatra la concentrazione adatta al singolo bambino, perché un eccesso prolungato di fluoro negli anni della formazione può alterare lo smalto dei denti.
Cosa fa il dentista per prevenire la carie
Alla prevenzione fatta in casa si affianca quella dello studio dentistico, che comincia prima di quanto molti pensino. L’indicazione condivisa dalla comunità odontoiatrica è di portare il bambino alla prima visita entro il primo anno di vita, o comunque nei primi due o tre anni, anche senza sintomi, così da controllare la crescita e da familiarizzarlo con l’ambiente prima che compaia un problema da trattare. Nei controlli successivi l’odontoiatra può intercettare la carie ai primi stadi, quando è ancora una macchia biancastra e si arresta senza interventi invasivi.
Tra gli strumenti preventivi, il dottor Zancan indica la sigillatura dei molari, una resina fluida stesa sui denti sani da poco spuntati per chiudere i solchi più profondi, che assume particolare valore proprio sui primi molari permanenti dei sei anni, i più vulnerabili nel momento in cui affiorano. A questa si aggiungono le applicazioni professionali di fluoro, vernici o gel che rinforzano periodicamente lo smalto. Sono procedure eseguite su denti sani, con l’obiettivo di impedire che la carie si formi, e vengono programmate dall’odontoiatra in base al rischio del singolo bambino.
Come si cura la carie nei bambini
Quando la carie è ormai presente, il tipo di intervento dipende dalla sua profondità. Nelle fasi iniziali, con la sola macchia bianca e nessuna cavità, può essere sufficiente un’azione di remineralizzazione con applicazioni di fluoro, unita alla correzione delle abitudini che hanno favorito il problema. Se invece si è formata una cavità, si procede con una otturazione, che rimuove la parte danneggiata e ricostruisce il dente con materiali adatti, secondo un criterio che elimina solo il tessuto malato e conserva il più possibile quello sano.
Nei casi più avanzati, quando l’infezione raggiunge la polpa all’interno del dente, può rendersi necessario un trattamento specifico, mentre l’estrazione resta l’ultima possibilità, riservata ai denti non più recuperabili. Tenerla come scelta estrema ha una ragione precisa, perché la perdita anticipata di un dente da latte riapre il problema dello spazio per il permanente, che in certi casi va preservato con un piccolo dispositivo apposito. Il dottor Zancan sottolinea che la cura della carie non si esaurisce nell’otturazione, perché senza correggere anche le cause, cioè igiene e alimentazione, il disturbo tende a ripresentarsi. Con i bambini meno collaborativi, infine, un approccio rassicurante e, in casi selezionati, la sedazione cosciente permette di intervenire senza traumi.
Un disturbo evitabile con costanza e controlli
La carie nei bambini, per quanto diffusa, resta in buona parte un disturbo evitabile, a patto di non affidarsi a gesti occasionali ma a una cura costante. La combinazione che protegge la bocca negli anni della crescita è fatta di igiene fin dal primo dentino, attenzione agli zuccheri e visite periodiche, elementi che danno risultato solo se mantenuti nel tempo e accompagnati dallo sguardo del dentista. Quando poi la carie compare, affrontarla per tempo consente quasi sempre un intervento più semplice e conservativo di quello che servirebbe agendo tardi, a problema ormai avanzato.