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I farmaci scadono davvero? Lo studio rivoluzionario della FDA

I farmaci scadono davvero? Lo studio rivoluzionario della FDA

Hai mai aperto la tua farmacia casalinga, afferrato quella scatola di aspirina e con un misto di sorpresa e delusione hai notato la data di scadenza superata? E in quel momento, tra il timore e il dubbio, ti sei chiesto: “Ma posso ancora prenderla?”

La data di scadenza sui farmaci è un argomento che suscita curiosità e, a volte, preoccupazione. Comunemente, si considera che oltrepassare tale data comporti una perdita di efficacia del medicinale o possa addirittura renderlo dannoso. Tuttavia, studi condotti dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense suggeriscono una realtà abbastanza diversa. Continua a leggere per saperne di più!

La questione degli sprechi legati alla gestione dei farmaci scaduti è significativa. Secondo lo studio citato, ogni anno si sprecherebbero 2 miliardi di euro in farmaci scaduti. Uno spreco colossale che potrebbe essere evitato con una gestione più attenta e consapevole delle nostre scorte medicinali. Questo solleva interrogativi sulla possibile revisione delle politiche relative alle date di scadenza per ridurre gli sprechi e ottimizzare l’uso delle risorse.

Secondo questa ricerca, si è scoperto che il 95% dei farmaci valutati rimaneva efficace ben oltre la data di scadenza indicata, fino ad un anno dopo, e un sorprendente 25% conservava le sue proprietà terapeutiche anche oltre i quattro anni. La famosissima aspirina, il cui principio attivo è l’acido acetilsalicilico, arriverebbe addirittura a 10 anni. Questi dati potrebbero modificare la percezione comune e invitare a riflettere sull’assoluta validità delle date di scadenza come unico indicatore della sicurezza e dell’efficacia di un farmaco.

È pur sempre vero che una corretta conservazione dei farmaci è essenziale per preservarne l’efficacia nel tempo. Le condizioni ideali, come sottolineato dalla stessa FDA, includono luoghi freschi e asciutti, lontani da fonti di calore e umidità che potrebbero accelerare il degrado dei principi attivi.

Bisogna ricordare, ad onor di cronaca, che in ogni caso questa “scoperta” non sarà esente da critiche e pareri contrari, motivo per cui è sempre importante consultare un professionista come il proprio medico prima di assumere qualsiasi medicinale oltre la sua data di scadenza ufficiale.