Con l’avanzare dell’età, il sistema immunitario perde progressivamente efficienza. È un processo naturale, noto come immunosenescenza, che rende l’organismo più vulnerabile alle infezioni e alle riattivazioni virali. Tra queste, una delle più temute dopo i 65 anni è l’Herpes Zoster, comunemente chiamato “Fuoco di Sant’Antonio”. In questo contesto, il vaccino herpes zoster rappresenta oggi uno strumento di prevenzione di primaria importanza per ridurre il rischio di complicanze anche gravi.
L’Herpes Zoster è causato dalla riattivazione del virus Varicella-Zoster, lo stesso responsabile della varicella contratta generalmente in età infantile. Dopo la guarigione, il virus non scompare dall’organismo ma rimane latente nei gangli nervosi. A distanza di decenni può riattivarsi, provocando un’eruzione cutanea dolorosa e, in alcuni casi, conseguenze persistenti come la nevralgia post-erpetica. Proprio per questo, le autorità sanitarie raccomandano il vaccino herpes zoster in particolare nelle persone over 65, fascia di popolazione più esposta alle complicanze.
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Cos’è l’Herpes Zoster e perché colpisce di più dopo i 65 anni
L’Herpes Zoster si manifesta con un’eruzione cutanea dolorosa, localizzata in genere su un lato del corpo, spesso lungo il torace o il volto. Le lesioni seguono il decorso di un nervo e sono accompagnate da bruciore intenso, formicolio e dolore neuropatico.
Secondo i dati epidemiologici europei, circa una persona su tre sviluppa l’Herpes Zoster nel corso della vita, ma il rischio aumenta sensibilmente dopo i 50 anni e cresce ulteriormente oltre i 65. Questo accade perché con l’età diminuisce la capacità del sistema immunitario di tenere sotto controllo il virus latente.
Dopo i 65 anni non è solo più frequente la comparsa della malattia, ma aumenta anche la probabilità di sviluppare complicanze. La più temuta è la nevralgia post-erpetica, un dolore cronico che può durare mesi o addirittura anni, compromettendo qualità della vita, sonno e autonomia. In alcuni casi possono verificarsi complicanze oculari, neurologiche o infezioni batteriche secondarie.
In questo scenario, il vaccino herpes zoster assume un ruolo centrale nella prevenzione primaria.

Perché il vaccino herpes zoster è raccomandato dopo i 65 anni
Le linee guida internazionali e il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale in Italia indicano la vaccinazione contro l’Herpes Zoster per gli adulti a partire dai 65 anni, con possibilità di anticipazione in presenza di condizioni di fragilità o patologie croniche.
Il motivo è duplice: da un lato l’incidenza aumenta con l’età, dall’altro le complicanze diventano più severe. Il vaccino herpes zoster oggi disponibile è un vaccino ricombinante adiuvato, non vivo, che stimola una robusta risposta immunitaria anche nelle persone anziane. Gli studi clinici hanno dimostrato un’elevata efficacia nel prevenire sia l’infezione sia la nevralgia post-erpetica, con una protezione che si mantiene per diversi anni.
La vaccinazione si effettua con due dosi a distanza di alcuni mesi. È generalmente ben tollerata: gli effetti collaterali più comuni sono lievi e transitori, come dolore nel punto di iniezione, febbricola o stanchezza.
Per chi ha già avuto un episodio di Herpes Zoster, la vaccinazione rimane comunque consigliata, perché la malattia può ripresentarsi. Anche in questi casi, il vaccino herpes zoster contribuisce a ridurre il rischio di recidiva.

I benefici concreti sulla qualità della vita
La prevenzione dell’Herpes Zoster non è soltanto una questione statistica, ma un investimento diretto sulla qualità della vita. Il dolore associato al Fuoco di Sant’Antonio può essere intenso, invalidante e difficile da controllare con i comuni analgesici. Negli anziani può favorire isolamento sociale, depressione e perdita di autonomia.
La nevralgia post-erpetica è particolarmente problematica: si tratta di un dolore neuropatico persistente che può durare a lungo anche dopo la scomparsa delle lesioni cutanee. Nei pazienti più fragili può incidere sulla capacità di svolgere attività quotidiane, alimentarsi correttamente o dormire.
Il vaccino herpes zoster riduce in modo significativo il rischio di sviluppare questa complicanza. La prevenzione diventa quindi uno strumento per mantenere indipendenza e benessere in una fase della vita in cui ogni fattore di fragilità pesa maggiormente.

Chi dovrebbe vaccinarsi e come accedere alla vaccinazione
In Italia, la vaccinazione contro l’Herpes Zoster è offerta gratuitamente o con modalità agevolate in molte regioni alle persone che compiono 65 anni. È inoltre raccomandata per soggetti con patologie croniche come diabete, malattie cardiovascolari, broncopneumopatie croniche e condizioni di immunodepressione.
È sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico di medicina generale, che può valutare la situazione clinica individuale e fornire indicazioni personalizzate. Il vaccino herpes zoster può essere somministrato anche in concomitanza con altre vaccinazioni, secondo le indicazioni sanitarie aggiornate.
Va ricordato che non esiste un limite massimo di età per vaccinarsi: anche dopo i 70 o 75 anni la vaccinazione può offrire benefici significativi, soprattutto se non si è mai avuto un episodio di Herpes Zoster.

Una scelta di prevenzione consapevole
Nel dibattito pubblico si parla spesso di vaccinazioni pediatriche, ma la prevenzione nell’adulto e nell’anziano è altrettanto cruciale. L’allungamento dell’aspettativa di vita comporta nuove sfide sanitarie, tra cui la gestione delle infezioni legate all’invecchiamento del sistema immunitario.
Il vaccino herpes zoster rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per prevenire una malattia dolorosa e potenzialmente invalidante. Non si tratta soltanto di evitare un’eruzione cutanea, ma di proteggersi da complicanze che possono compromettere la serenità degli anni della maturità.
Dopo i 65 anni, quando il rischio cresce in modo significativo, scegliere di vaccinarsi significa compiere un atto di tutela verso sé stessi. Informarsi, parlare con il medico e aderire alle campagne vaccinali può fare la differenza tra affrontare una malattia complessa e prevenirla in modo sicuro ed efficace.
In un’epoca in cui la medicina offre strumenti sempre più mirati, la prevenzione resta la chiave. E il vaccino herpes zoster, soprattutto dopo i 65 anni, è una scelta che guarda al futuro con maggiore tranquillità.